martedì 13 aprile 2021

A proposito di Milano vs Verona.

 



La Ripartenza. Date da segnare in agenda.


Dal 2 al 10 ottobre torna la Milano Wine Week: nove giorni di degustazioni ed eventi (in presenza) ma anche una vera e propria dichiarazione di guerra a Verona!

Con Milano Wine Week, la promozione del mondo del vino riparte dalla capitale del Made in Italy e si diffonde a livello nazionale e globale grazie anche alle nuove tecnologie al servizio degli eventi.



In calendario 9 giorni di eventi  in presenza dove le Aziende vinicole e i Consorzi di Tutela potranno dialogare con gli operatori del settore e i wine lover (finalmente!).

"Milano può dare al vino quello che ha dato alla moda e al design. Il vino ha bisogno di Milano”. (il riferimento alla querelle con Verona è chiaro e diretto).



“Milano ha tutte le carte in regola per essere  la capitale di una nuova comunicazione del vinosottolinea il Sottosegretario alle politiche agricole alimentari e forestali Gian Marco Centinaio -sarà un momento per fare il punto su come comunicarlo nel canale Ho.Re.Ca, sull'importanza di un approccio che tenga conto della cultura e del territorio che è dentro una bottiglia. Il mio auspicio è che la manifestazione di ottobre possa essere l'occasione per lanciare un messaggio di positività e che l'Italia riesca a presentarsi unita per costruire un grande progetto". Unita? Milano contro Verona.

"Un evento che porterà un'ondata di innovazioni  sfruttando il sistema Milano degli incontri d'affari tra espositori e compratori, integrando il consumatore finale, il territorio e le persone per rilanciare l'economia, con un approccio basato sull'impiego delle nuove tecnologie per l'elaborazione di dati e prospettive per il futuro", annuncia Federico Gordini, Presidente di Milano Wine Week.


Federico Gordini

Insomma l'evento vuole essere strumento di sinergia tra produttori, aziende, opinion leader, pubblico e territorio, un luogo ideale in cui la comunicazione tra tutti gli attori e i settori possa creare valore aggiunto ed essere un volano per il business a livello nazionale e internazionale.

Rinforza il concetto il Sottosegretario agli Affari Esteri Manlio Di Stefano. È una manifestazione di assoluto rilievo che si propone di promuovere in Italia e nel mondo il Vino, con l'obiettivo di rilanciare comparti che hanno sofferto la crisi economica causata dal Covid".

"Come Governo – ha aggiunto il Sottosegretario – incoraggiamo manifestazioni come Milano Wine Week che possono essere i propulsori della ripresa economica dell'export e dunque del PIL italiano. Rilancio del comparto, valorizzazione del territorio e cultura dei consumi, tra i focus della manifestazione che si inserisce capillarmente nel tessuto cittadino milanese, con la sua rete di attività e relazioni indispensabili per la ripartenza”. Verona messa alle corde, superata.


Oliviero Toscani

Ed ancora: "Milano Wine Week.  Gli occhi di tutto il mondo saranno puntati sul nostro capoluogo. Sarà ancora una volta la Lombardia a guidare la ripresa economica del settore"  ha dichiarato Fabio Rolfi, assessore all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia.

L'obiettivo è far diventare Milano una grande capitale internazionale del vino.


I Navigli per i wine lover

Milano Wine Week baserà la sua azione su sei assi principali:

- l'efficienza del sistema Milano e della sua rete di relazioni per la ripresa economica dell'intera filiera vinicola e dell'ospitalità;

- la penetrazione capillare nel tessuto cittadino, agevolata da un nuovo "ecosistema" tecnologico che aiuterà a connettere le centinaia di iniziative in calendario;

- la creazione di un grande programma di eventi che vedano protagonista il pubblico consumatore per intercettare la profonda evoluzione dei comportamenti di consumo e creare occasioni di cultura di prodotto e una relazione sempre più diretta con i produttori;

- un approccio sistemico tra vino e food - che ben si inserisce tra le novità di quest'anno - nella promozione dell'eccellenza italiana;

- la realizzazione di momenti di confronto internazionale sull'evoluzione del settore e i nuovi strumenti per affrontare i mercati;

- la creazione di un importante programma di promozione internazionale dedicato ai Consorzi e alle aziende in cui la tecnologia permette di connettere eventi fisici nei principali mercati di esportazione.

Un palinsesto particolarmente ricco di appuntamenti che si svilupperà  su tre aree d'azione:

- i momenti dedicati agli operatori di settore in cui vengono definiti gli acquisti per oltre un terzo del fatturato annuo del vino italiano (Degustazioni, Masterclass, Walk-around Tasting, potenziati digitalmente dalla piattaforma Digital Wine Fair),

gli eventi di formazione e networking  finalizzati ad un Forum di approfondimento dedicato al comparto (Webinar, Seminari e Workshop - Wine Business Forum, Shaping Wine e Wine Generation Forum, in 3 giornate e con 3 target mirati),

- un intenso calendario di attività per consumatori e wine lovers che invaderanno centinaia di location cittadine (Wine Pairing, Wine Party, Walk Around Tasting, Wine Talks, Circuito Locali MWW, l'Enoteca di MWW).

Diffusione sul territorio e nel resto del mondo, queste le parole chiave di Milano Wine Week.

Per i wine lover e gli appassionati cosa ha in serbo la Milano Wine Week?



Consolidare la sua caratteristica impostazione di evento diffuso sul territorio e rappresentare un'occasione di ripresa dei contatti e della socialità. Insieme alle eccellenze di alcuni dei principali consorzi vinicoli italiani dare vita ai Wine Districts: una selezione di alcuni tra i più frequentati quartieri della città nei quali i ristoranti e i locali realizzeranno attività speciali in un percorso per il pubblico alla scoperta di alcune delle principali Denominazioni italiane e dei loro prodotti.

Ed infine ecco calato il carico da 11 (come a briscola).


Riccardo Ricci Curbastro


"Milano, - dichiara Riccardo Ricci Curbastro, presidente Federdoc e noto produttore della Franciacorta - città italiana a cui è ampiamente riconosciuto un ruolo guida nel comparto economico nazionale, propone con MWW una fiera di impronta decisamente innovativa e con i necessari presupposti per rispondere alle necessità di ripresa da parte degli operatori e dei principali professionisti del settore nazionale e internazionale, senza dimenticare il necessario coinvolgimento del pubblico di consumatori. Un modo di fare sistema che non può che incontrare il gradimento e la condivisione da parte dei Consorzi di Tutela del Vino che Federdoc rappresenta".

MWW, questo l’acronimo da dover imparare che potrebbe essere il nuovo riferimento a livello nazionale per il mondo del vino.

Noi attenti osservatori constatiamo che dietro l’iniziativa ci sono:

Governo;

Regione Lombardia;

Comune di Milano;

Confartigianato;

Coldiretti;

Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi);

Federdoc in rappresentanza di  numerosi Consorzi che hanno dato l’Ok alla partecipazione.


Milano vs Verona: chi vincerà?

Tutto questo richiama prepotentemente la nostra attenzione. La macchina messa in moto è “gigantesca”. Inutile girarci intorno: la dichiarazione di guerra a Verona è ormai consegnata. Assisteremo ad una lotta fratricida?

Fonte e parte del testo: Cronache del Gusto


Urano Cupisti, l'Eretico del Vino







 

domenica 11 aprile 2021

C’è chi esce e chi rientra

 


Tutto il mondo è paese. 

Anche nel granitico, super organizzato Süd Tirol – Alto Adige.


Ha fatto notizia la decisione della famiglia Lageder di uscire (in parte) dal Consorzio Doc ed adesso registriamo quella, clamorosa, del rientro dopo 8 anni, di Peter Dipoli, uno dei guru altoatesini.


Peter Dipoli


Della motivazione dei Lageder per la loro decisione ne ho già parlato recentemente in questo blog. 

Quella espressa da Peter Dipoli per giustificare il rientro, devo dire, mi lascia perplesso.  

“Voglio condividere assieme ad altri 180 soci le sorti del mio territorio”. Viene da pensare: “perché te ne sei andato 8 anni fa? Le motivazioni di fare squadra c’erano anche allora”.


Alois Clemens Lageder e Andreas Kofler


Pensare male si fa peccato, diceva qualcuno, ma quasi sempre ci si indovina.

Lo ammetto - dichiara Dipoli - con Andreas Kofler ( nuovo Presidente del Consorzio) ho un buon feeling. Professionalmente parlando abbiamo punti di contatto e visioni analoghe. Non dico che sia il suo mentore come molti esclamano. Ma sono contento che da pochi mesi sia il presidente e questo ha accelerato  la mia decisione per una nuova reiscrizione”.

Tutto il mondo è paese.


Urano Cupisti, l'Eretico del Vino



sabato 10 aprile 2021

Amici Wine Lover (Amanti del buon bere), questa notizia non è per voi.


Le notizie su Vinitaly ancora tengono  banco.






edizione speciale NON per VOI!


La pandemia non molla:  costringe Vinitaly a riprogrammare, per il secondo anno consecutivo, la manifestazione al 2022 ma, dal 17 al 19 ottobre di quest’anno, è in agenda una sua edizione speciale.

VeronaFiere non si sbilancia più del necessario e ipotizza che gli espositori potrebbero occupare fino a 35 mila metri quadri di superficie sui tradizionali 100 mila metri quadri delle edizioni “normali”.



Quattro punti fermi per  Vinitaly Special Edition 2021. 

“Sarà un appuntamento b2b in presenza e sicuro – promette VeronaFiere - pensato e posizionato strategicamente come prima iniziativa commerciale italiana, dedicata ai mercati esteri, in risposta a quelli che, in altre parti del mondo, hanno iniziato a svolgersi".



Il nuovo format poggerà su quattro pilastri:

- la manifestazione si svolgerà in presenza, in sicurezza e in sinergia con l’evento ArtVerona;

- sarà un evento B2B, incoming buyer internazionali, focus sul mercato Italia, degustazioni fisiche e a distanza, matching e Taste&buy. Tradotto in italiano significa “dedicato ai commercianti acquirenti, corrispondenza e assaggi&acquisti”;

- area preallestita con servizi e Vinitaly Plus, piattaforma di networking (rete operativa) con occasioni di business per le aziende;

- convegno internazionale, analisi e confronto fra 50 top manager del settore e forum italiano dell’industria del vino.




“La notizia di Vinitaly Special Edition 2021 – ha detto il ceo (amministratore delegato)  Giovanni Mantovani – sono le aree preallestite che saranno di alta qualità”.

Fonte e parte del testo: Cronache di Gusto


Urano Cupisti, l'Eretico del Vino


venerdì 9 aprile 2021

Ci risiamo: Milano contro Verona!

 

Fiere ed eventi del vino, Milano vs (contro) Verona. 

 


Una vecchia faida che a primavera germoglia per poi appassire. Al contrario di altre rivalse questa che vede Milano fronteggiarsi con Verona, sotto sotto, cova!




Cominciò Angelo Gaja in una famosa intervista rilasciata al Corriere della Sera nel marzo di quattro anni fa.

“Non ho nulla contro il Vinitaly. Ma abbiamo bisogno di un appuntamento dedicato ai professionisti del vino, senza l’assalto popolare come a Verona. Un appuntamento che ci metta al centro del mondo. Milano, con la sua vitalità, è la città giusta in questo momento. Non sto parlando di una alternativa al Vinitaly, ma di un nuovo traguardo per il vino italiano".

Parole “pesanti” che, dette da un personaggio del livello di Angelo Gaja, sembrarono un terremoto di magnitudo 6,5. 



VeronaFiere riuscì allora a fronteggiare il pericolo modificando un po’ l’organizzazione, limitando le orde degli ubriachi, coinvolgendo di più la città e l’indotto.

Dopo due anni senza Vinitaly si torna prepotentemente a presentare l’idea di un evento a Milano dedicato al vino italiano che faccia parlare il mondo intero, come necessità irrinunciabile.


Il pensiero di Oliviero Toscani, non solo fotografo ma anche produttore di vino


A dirla in soldoni “trasferire il Vinitaly da Verona a Milano”.

E inevitabilmente anche la stampa specializzata prese allora posizione e lo fa tutt'ora.

Diversi giornalisti, referenti di testate importanti, cercano di dare voce alla necessità di rivedere la manifestazione in vista di una ripresa e un nuovo necessario approccio alla stessa.

Milano come città grande e meglio organizzata dal punto logistico. Verona ritenuta troppo provinciale ed inadatta al grande business.

C’è chi ricorda che la città scaligera è conosciuta all’estero come la capitale del Vino Italiano, chi insiste nel cambiare sede per dare una svolta significativa.




Daniele Cernilli, mitico Doctor Wine, nel ricordare che il pericolo maggiore è rappresentato dai tedeschi del ProWein tutto finalizzato al Trade (commercio), consiglia n questo momento a non insistere su di una guerra fratricida, un braccio di ferro tra Milano e Verona che rischierebbe di disunire e basta.


Cosa ne penso? Milano ospita Wine Week. Vediamo come evolve, se rappresenta davvero una  svolta, come qualcuno lo presenta. Avremo numeri su cui discutere e confrontarci (Vinexpo insegna) e non tifoserie da derby.


Urano Cupisti, l'Eretico del Vino







lunedì 5 aprile 2021

Ogni tanto una buona notizia!

 



Il Chianti non si ferma.


Eventi virtuali per guidare gli operatori asiatici alla conoscenza della denominazione: si riparte con Osaka, poi Ho Chi Minh, Tokyo e il Vinitaly Chengdu 2021 ad aprile. 


NON IN CINA!


Perché in Cina il Vinitaly ci sarà.

Giappone, Cina e Vietnam sono le tappe del viaggio che il Chianti ha intrapreso. Incontri virtuali, ovviamente, ma degustazioni e promozione assolutamente reali. Il Consorzio Vino Chianti entra così nel vivo della campagna di promozione della denominazione partendo dall’Asia.




Seminari online dal titolo "Chianti D.O.C.G.: quintessenza di Toscana". Degustazione orizzontale dell'annata 2019. Verranno presentate sette etichette dell’annata 2019 in rappresentanza delle sottozone. A condurre i partecipanti ci saranno il giornalista  Isao Miyajima  dal Giappone e in collegamento dall’Italia, il presidente del Consorzio Vino Chianti, Giovanni Busi, e Luca Alves, Wine ambassador


Giovanni Busi, Presidente del Consorzio Chianti

“Le modalità non hanno cambiato l’interesse degli operatori del settore per il Chianti - ha detto il presidente Busi - Il Consorzio con queste azioni di promozioni punta a rafforzare ancora di più la sua presenza su questo mercato che, nonostante la pandemia e le restrizioni vigenti, continua a mostrare interesse e apprezzamento per la denominazione. Siamo convinti che l’Asia possa diventare fra pochi anni uno dei mercati più importanti a livello mondiale”

In collaborazione con l’Agenzia Galli Turrini.


Urano Cupisti, l'Eretico del Vino






sabato 3 aprile 2021

Un Rosé lucchese conquista la Medaglia d'Oro al Concorso Mondiale di Bruxelles

 

Notizia per gli amanti del Vino Rosé.




Concours Mondial de Bruxelles, la "Selezione Rosé"

un Rosé lucchese medaglia d’oro.

Secondo un sondaggio realizzato presso i giudici degustatori e gli opinion leader chiamati a giudicare oltre 1.000 etichette selezionate e provenienti da 27 paesi , l’80% degli attuali consumi di questa tipologia sono spinti soprattutto dalla fama del brand e dell’etichetta, a prescindere dai vitigni utilizzati (e su questo avrei molte cose da dire).




“Superato il concetto di vino puramente al femminile – ha spiegato Thomas Costenoble, direttore del Concours Mondial de Bruxelles – le pink label sono ormai un vero e proprio fenomeno in ascesa a prescindere dall’età e dal genere dei consumatori, che oggi sempre più spesso optano per una bottiglia di rosé sia nel caso di un evento particolare sia se sono semplicemente a caccia di relax e momenti di convivialità".

In altre parole per otto consumatori su dieci i vini rosati sono amati in quanto tali, sono visti come un mezzo per il soddisfacimento dei propri sensi, simboleggiano uno stato emotivo del momento

Il mondo della gastronomia è sempre pronto a cogliere gli imput che arrivano dai fenomeni in ascesa anche dal mondo del vino.




Ed ecco allora programmato un “food pairing”, ovvero  l’associazione di due o più alimenti a seconda del loro composto molecolare, nonché aromatico, aggiungendo anche, come in questo caso, il vino rosé. Dove e quando?




In Abruzzo, a L’Aquila dal 4 al 6 giugno. Una tre giorni riservata agli addetti ai lavori che punterà i riflettori proprio sugli abbinamenti vino rosato-cibo più in voga del momento. Sempre Covid permettendo.

Torniamo al Concorso Mondiale di Bruxelles.

Italia seconda al mondo per numero di medaglie conquistate (complessivamente 64) dietro la Francia (135 medaglie ottenute) e davanti la Spagna (42). Sono stati 225, in totale, i vini tricolore in gara su oltre 1.000 etichette partecipanti (tra rosé tranquilli, spumanti, frizzanti e liquorosi) arrivate da 27 Paesi e valutate nel pieno rispetto delle regole sanitarie da una giuria selezionata composta da 40 degustatori tra sommelier, giornalisti, opinion leader e Master of Wine.



ROSÉ RIVELAZIONE:  Vinolok (Miglior rosé della competizione) : La Madrague, Cuvée Charlotte (2020) / Côtes de Provence, Francia

 


Tra le  MEDAGLIE ORO cito Fattoria Sardi Rosé - Fattoria Sardi, che proprio in questi giorni è stata oggetto di Gruppo d’Acquisto della nostra Community Vino una Passione.



Per conoscere l’elenco completo dei premiati collegarsi con:

https://concoursmondial.com/it/risultati/



Urano Cupisti, l'Eretico del Vino





venerdì 2 aprile 2021

Tutti lo fanno: ci provo anch’io. Amici di Vino una Passione ecco i consigli per una Pasqua e Pasquetta “briosa”.

 



Tutti lo fanno: ci provo anch’io. Amici di Vino una Passione ecco i consigli per una Pasqua e Pasquetta “briosa”.


 I piatti di 17 grandi chef e gli champagne: 

la Pasqua e Pasquetta casalinga sarà meno noiosa

in Zona Rossa

 

La mutazione del vecchio proverbio “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi”, per decreto del decisore politico (imposto da uno strano essere vivente non gradito che ha stravolto la nostra vita) potremmo sintetizzarlo in “Pasqua con pochi intimi (praticamente il coniuge e i figli conviventi)”, unici autorizzati a condividere la propria tavola, festività comprese.



E, così, il team del Bureau du Champagne Italia creato da Domenico Avolio, ha pensato di ricorrere all’inventiva che caratterizza il progetto “Vivier du Champagne” - che, com’è noto, ha l’obiettivo di coinvolgere giovani giornalisti e blogger italiani in un percorso di formazione sulla denominazione Champagne -, per venire in “soccorso” di chi vorrebbe stappare qualche bottiglia di vino delle occasioni uniche e memorabili e, cioè, lo Champagne con piatti tipici del picnic. A cosa ha pensato il team del Bureau per allietare la Pasquetta 2021? Ricreare l’atmosfera di un pic-nic con lo Champagne protagonista, accompagnato dalle proposte di alcuni dei più importanti cuochi italiani. A individuare i cuochi protagonisti di questo progetto, è stato incaricato il giornalista Giovanni Angelucci che ha coinvolto 17 maestri dei fornelli, che hanno proposto il piatto più adatto per Pasquetta (e, magari, per i futuri picnic con più persone) per l’abbinamento con lo Champagne.



Il viaggio inizia con Alberto Santini del ristorante tristellato “Dal Pescatore” (Canneto Sull’Oglio, in provincia di Mantova) che, dice: "Dalle nostre parti non c’è pic-nic senza la focaccia con il culatello di Zibello e la misticanza con Parmigiano Reggiano, una leggera Caprese e la classica torta di mele che fa molto pic-nic e anticipa una macedonia di frutta di stagione”, con un ricco Rosé dall’elegante intensità. A Firenze, lo chef Claudio Mengoni del Borgo San Jacopo annesso all’Hotel Lungarno, suggerisce un pic-nic a base di parmigiana di melanzane e frittata di pasta con zucchine e pancetta, con uno Champagne Blanc de noirs maturo (100% Pinot Noir), in abbinamento. Roberto Toro di Otto Geleng, a Taormina, propone dei tacos di pane al vapore con gambero rosso di Mazara, lattuga e papaia arrosto; in questo caso si può optare per uno Champagne Rosé dalle note speziate e dalla spiccata acidità che pulisca la bocca contrastando il gambero. Marcello Spadone dello stellato abruzzese La Bandiera è per un arrosto freddo di pecora affumicata con salsa di ortaggi ed erbe aromatiche o del pane e frittata, con menta, zucchini e peperoni, abbinato ad un millesimato.

Lele Usai (Il Tino a Fiumicino) sceglie lo sgombro o il salmone, insieme a del burro a temperatura ambiente da spalmare sul pane fresco a lievitazione naturale (la crosta riprende i sentori del vino), oppure un’insalata di mare (seppie, totani, calamari) insieme ad una juliene di sedano, carote e finocchio, con uno Champagne extra brut.




Da Sorrento Antonino Montefusco della Terrazza Bosquet annessa all’Excelsior Vittoria, arriva con il sandwich di melanzane ‘alla scarpone’, che vengono tagliate a metà, fritte e riempite con la loro polpa, pomodori a dadini, olive di Gaeta denocciolate, capperi e mozzarella. Gustose a qualsiasi temperatura!”, ma soprattutto ottime con uno Champagne ricco e dalla acidità pronunciata, con predominanza di Chardonnay fruttato, fresco e polposo. Errico Recanati del ristorante marchigiano Andreina, sceglie i suoi piccoli hamburger a base di scottona marchigiana. C’è la carne, la cipolla, il burro, il pepe e i panini al latte, e tra gli Champagne, preferisce un Blanc de noirs extra brut della Côte des Bar che supporta la struttura dell’hamburger. Pietro Penna, nel suo Casamatta in Puglia, fa un piccolo barbecue con brace a base di bucce di mandorla secche e pigne per cuocere una salsiccia di maialino dalla grana grossa, semi di finocchio, fegatini di agnello e del pane di Altamura da passare nella carbonella per assorbire i grassi della carne. Da bere, uno Champagne millesimato strutturato e maturo.

In Umbria, Valentino Palmisano del Vespasia (leggi qui per novità sullo chef), consiglia una strapazzata di uova con tartufo nero di Norcia e pane di Strettura, insieme a del prosciutto igp e del Pecorino, tutti cibi sapidi che si abbinano con un Blanc de noirs (a base di pinot nero e/o di meunier) nel pieno della giovinezza. A Matera, Vitantonio Lombardo dell’omonimo ristorante stellato, non può fare a meno dei peperoni cruschi e del baccalà fritto in pastella nello stesso olio dove vengono ripassati i peperoni. Tanto sapore e una frittura da sostenere come solo un Blanc de blancs dall’acidità spiccata sa fare. Nino Rossi del calabrese Qafiz va sul panino che ospita aragosta, cipolla agrodolce, patate lesse, pomodorino e maionese all’aglio e, in abbinamento, un 100% Meunier con sentori di brioche e fiori bianchi. Il tristellato Alajmo resta fedele al territorio veneto e nel pic-nic vuole una ciabatta polesana integrale con baccalà mantecato e gamberetti di laguna, una squisitezza da accompagnare a cuvée speciali e millesimati importanti come quelli dell’annata 1998. Lo chef Mammoliti di Madernassa di Guarene (in provincia di Cuneo), sceglie una giardiniera composta da base di insalata di fagiolini, ostrica Amélie cotta poché, fine velo di giardiniera, su crema e menta, da abbinare uno Champagne con un carattere fresco, tonico e deciso, un brut giovane con dominanza di Chardonnay.



Lo chef Stefano Deidda (Dal Corsaro a Cagliari) pensa a un pic-nic a base di spaghetto freddo con pesto di nasturzio, carpaccio di ricciola, scorza di limone e briciole di pane croccante alle acciughe. Con questi sapori mediterranei si può pensare a un millesimato del 2004. Lo chef Giuseppe Ricchebuono (Vescovado a Noli, provincia di Savona) è convinto dell’intramontabile triangolazione focaccia, burro e acciughe, o le dolci zucchine trombetta delle piane di Albenga intinte nel paté di olive che, con il suo amarognolo bilanciato con un Pinot Noir in purezza. Pomodori confit e crema di mozzarella campana, insalata di cetrioli fermentati, salmone e cicerbita alpina sotto aceto, flan di uovo caramellato, gusti chiari e diversi derivanti dall’ispirazione di Terry Giacomello (Inkiostro a Parma), con un millesimato 2008 in abbinamento. Paolo Griffa del Petit Royal al Grand Hotel Royal di Courmayer punta su insalata russa, vitello tonnato, tomini con bagnetto verde, “pane buono”, salame e formaggi e uno Champagne millesimato con prevalenza di Pinot Noir in abbinamento.

In stretta collaborazione con Michele Pizzillo di Cronache di Gusto del 01/04/21


Urano Cupisti, l'Eretico del Vino