mercoledì 2 ottobre 2019

Il Banco d'Ottobre. Chapeau!



Autumn Leaves
(les feuilles mortes, foglie d’autunno)


Mecoledì 23 ottobre:
  “Rossi che sfidano il tempo”.

Sei (6) bottiglie provenienti da diverse enclave con gradevoli sorprese nelle vinificazioni!!!
  
"VINO...UNA PASSIONE" - Fratellanza Enoica, ovvero
“ l’Officina sensoriale in movimento”

Vivere vere emozioni
Ristorante Europa
e
“VINO…una PASSIONE-Fratellanza Enoica
ovvero
“ l’Officina sensoriale in movimento”
Il Vino non si beve soltanto, si annusa, si osserva, si gusta, si sorseggia e…
se ne parla (anonimo)

Banchi d’Assaggio di

“VINO…una PASSIONE”

“Autumn Leaves”
(les feuilles mortes, foglie d’autunno)

“Rossi che sfidano il tempo”

Dal capolavoro dell'ungherese Joseph Kosma (naturalizzato francese) su di un testo di Jacques Prévert ai capolavori dell'uomo che accompagnano il lento cadere delle foglie.

Mentre fuori cadono le foglie noi apprezzeremo vini che sfidano il tempo.

Mercoledì 23 ottobre 2019

La provenienza? Le varie zone? Le tecniche di cantina? Tutte da scoprire
Posso solo anticipare che saranno di grande spessore, “esclusive”.

Assolutamente alla cieca!!!

Il costo, considerando le tipologie delle bottiglie (!!!) e i piatti che verranno serviti, è molto, molto, molto contenuto:
solo € 40.00

Mercoledì 23 Ottobre alle ore 20,45  presso Ristorante Europa, lungomare Europa 106, per vivere una serata Molto diversa.

Lo staff del ristorante  preparerà per noi un “primo” a sorpresa, un dessert e caffè.

Confermate la Vostra presenza prima possibile su cellulare 335 5717580, Messanger,  WatsApp (Urano Cupisti)

Grazie e a presto
Urano

P.S. partecipare alla cena non è obbligatorio. Chi non vuol rimanere e limita la partecipazione alla sola degustazione il costo è € 30,00.








martedì 1 ottobre 2019

Daniele Cernilli nella sua riflessione ci coinvolge






Vi segnalo l’articolo partendo dalla conclusione che condivido in pieno: “Il vino è sicuramente poesia, passione, metafora del territorio, ma le cantine sono anche aziende e devono vendere i loro prodotti e remunerare il lavoro di chi opera per ottenerli. Non sarà molto popolare dirlo, ma è la pura e semplice verità”.Chapeau!

Il diabolico marketing di Daniele Cernilli 
(Doctor Wine 30/09/19) 

Il marketing del vino non ha niente di negativo, serve alle aziende e ai territori per studiare le tecniche migliori per farsi conoscere dai consumatori.

Parlare di marketing nel mondo del vino prende spesso delle connotazioni negative. Ciò che è marketing è legato al male, al tradimento di qualità, territori, artigianalità, autenticità. Questo accade perché quasi sempre si equivoca su cosa realmente significa “marketing”. In rete ho trovato una definizione molto efficace che vi propongo. “Marketing è il complesso delle tecniche intese a porre merci e servizi a disposizione del consumatore e dell'utente in un dato mercato, nel tempo, luogo e modo più adatti, ai costi più bassi per il consumatore e nello stesso tempo remunerativi per l'impresa”. 
Niente di così diabolico, insomma, e in gran parte qualcosa che va a vantaggio sia delle imprese sia dei consumatori. È sostanzialmente un modo per razionalizzare l’offerta rendendola più accessibile, appetibile e conosciuta dai potenziali consumatori.

Nel vino esistono marketing aziendali, tesi alla creazione di un marchio, che può essere di una grande azienda, ma anche di piccoli e iconici vignaioli. Ci può anche essere un marketing territoriale, legato al tentativo di valorizzare zone di produzione specifiche. Pensate allo Champagne, e in Italia a Barolo, Brunello e Amarone. Poi ci sono dei marketing specifici dedicati a mercati particolari. Se si vuole esportare negli Usa è necessario, oltre che conoscere le leggi che regolamentano il settore vino, anche i target di riferimento, i gusti di coloro ai quali potrebbe interessare una determinata tipologia, magari molto diversi da quelli che si potrebbero trovare in Cina o in Germania.

Tutto questo per dimostrare che una buona conoscenza di marketing, anche nel mondo del vino, non solo non è negativa, ma è necessaria se si vuole dialogare con chi non necessariamente conosce zone, territori e tipologie. Cosa ci sia di male e di sbagliato in questo francamente faccio fatica a capirlo. Forse ci stiamo troppo abituando a frasi fatte che prendono dei significati differenti da quelli effettivi, creando confusione.

La stessa cosa accadeva in passato con la reclame, la pubblicità, da molti demonizzata, tranne poi apprezzare ai tempi Carosello o continuare a consumare prodotti molto supportati dalla comunicazione. I grandi marchi di qualunque settore, Ferrari, Armani, Coca Cola, Nutella, sono anche fenomeni di marketing. Il vino, i vini iconici, i grandi Bordeaux, i grandi Champagne, i grandi Barolo, sono divenuti tali anche per effetto di marketing specifici e tesi a valorizzarli. I Consorzi di promozione hanno comitati marketing che lavorano su queste tematiche, spesso anche molto efficacemente.

Perché il vino è sicuramente poesia, passione, metafora del territorio, ma le cantine sono anche aziende e devono vendere i loro prodotti e remunerare il lavoro di chi opera per ottenerli. Non sarà molto popolare dirlo, ma è la pura e semplice verità.

Daniele Cernilli


giovedì 26 settembre 2019

Autumn Leaves e "Rossi" che sfidano il tempo






SAVE the DATE

Mercoledì 23 Ottobre

IL Banco d’Assaggio di OTTOBRE

Autumn Leaves
(les feuilles mortes, foglie d’autunno)

Dal capolavoro dell'ungherese Joseph Kosma (naturalizzato francese) su di un testo di Jacques Prévert ai capolavori dell'uomo che accompagnano il lento cadere delle foglie.

Mentre fuori cadono le foglie noi apprezzeremo vini che sfidano il tempo.

Mecoledì: 23 ottobre  “Rossi che sfidano il tempo”.

Sei (6) bottiglie provenienti da diverse enclave con gradevoli sorprese nelle vinificazioni!!!

Chi vuole può già prenotare.  I programmi dettagliati con i costi e luoghi della degustazione prossimamente.  


martedì 24 settembre 2019

La notizia del giorno! Green anche loro. Storie già riviste!






Cantina di Soave inaugura il nuovo quartier generale: investimento da 90 milioni di euro

Green anche loro. (la forza della comunicazione, storie già riviste)

Dopo quasi tre anni di lavori e circa 90 milioni di euro di investimento, uno dei più rilevanti del settore nel panorama nazionale dell’ultimo decennio, si è tenuta la grande inaugurazione della sede principale di Cantina di Soave, in viale della Vittoria a Soave, alla presenza di stampa e autorità.

Al termine del momento istituzionale, presenti tutte le autorità regionali e di settore,  il Presidente di Cantina di Soave Roberto Soriolo e il Direttore Generale Bruno Trentini hanno svelato la targa celebrativa che verrà apposta sulla facciata della Cantina a ricordo e testimonianza del significato e del valore di questi imponenti lavori di modernizzazione e ampliamento.

Superficie di oltre 11 ettari, di cui 35 mila metri quadri coperti utilizzabili per conferimento, imbottigliamento, stoccaggio, logistica e uffici.

La fase “espansiva” di Cantina di Soave, durata circa un ventennio, ha visto l’azienda impegnata in un lungo processo di accorpamento di altre cantine cooperative del territorio, al fine di costituire ampie e solide basi su cui impostare le proprie strategie commerciali.

Green anche loro. Perchè?

Viabilità sostenibile, spazi verdi per un ambiente di lavoro sostenibile, aria da respirare sostenibile ecc…(del resto oggi in un progetto se non includi il green e aree sostenibili sei tagliato fuori dalla comunicazione). E poi non ti concedono i permessi, ergo sei costretto!.

L’attenzione per l’ambiente

437 pannelli fotovoltaici, che garantiscono la produzione di energia rinnovabile utile al funzionamento del magazzino meccanizzato. Le acque dei tetti vengono convogliate in apposite “vasche di calma” e poi rilasciate nel sottosuolo attraverso delle trincee drenanti. Ciò fa sì che l’acqua piovana pulita venga introdotta nel terreno, e quindi nelle falde acquifere, e non venga  dispersa nella fognatura

"Quella di Cantina di Soave è un’evoluzione instancabile e continua - spiega il Direttore Generale Bruno Trentini - sempre nel pieno rispetto delle proprie origini, della grande tradizione di cui è orgogliosa erede, oltre che dell’ambiente, che è il bene più prezioso. L’innovazione è essenziale proprio per portare avanti quei valori che da sempre sono l’anima della storica casa vitivinicola: la valorizzazione delle denominazioni del territorio e il rafforzamento dei brand aziendali. È proprio questa evoluzione che ha permesso alla Cantina di ottenere il prestigioso titolo Italian wine producer of the year, dall’Iwsc - International Wine & Spirits Competition, storico e autorevole concorso enologico internazionale. Ed ora abbiamo completato anche questa grande opera che definirei un ambizioso obiettivo raggiunto, che ci permette di consolidare il nostro status di azienda a tutta filiera “dal grappolo alla bottiglia” e di continuare ad essere un solido punto di riferimento per i nostri viticoltori".

Ma i vini? 

Produzione convenzionale. 

Ahiahiahiahi (Traduzione dall'alpitourese: sono dolori).


Fonte: Cronache di Gusto.  Testo: rielaborato dal sottoscritto







giovedì 19 settembre 2019

Vino Naturale o Vignaiolo Naturale?


Musica per le mie orecchie: 
Vino Naturale o Vignaiolo Naturale?




Non riporto l’intero articolo scritto da Alessandro Dettori, noto vignaiolo sardo. Per brevità riporto il suo pensiero, che condivido. Chapeau!

“Per vignaiolo naturale intendo colui che in vigna lavora seguendo i principii, i processi e i metodi che la natura usa per se. Colui che vinifica solo le proprie uve che ha personalmente coltivato. Imbottiglia solo il proprio vino. Determina personalmente o in famiglia le scelte e le decisioni di ogni fase e processo della propria azienda agricola. Vive della sola professione di vignaiolo. Rispetta il lavoro agricolo riconoscendone il valore economico. Produce il proprio vino con i seguenti ingredienti/additivi/coadiuvanti: Uva e pochi solfiti, solo prima dell’imbottigliamento. Il vino deve essere un degno e vero rappresentante della cultura del luogo”.


mercoledì 18 settembre 2019

Non possiamo abbandonare il Prosecco alla deriva degli Spritz






C’è Prosecco e Prosecco. 

Nel mare sempre più agitato dei prosecchini è sempre più difficile trovare quello eccellente. 
E finchè i numeri registreranno la crescita attuale c’è poco da stare allegri. Il cassetto impera, da Trieste a Rovigo, rotonde comprese, perfino in laguna in barba al sito Unesco (una farsa).

Ma noi, fedeli estimatori dei vini buoni non ci perdiamo di coraggio. 
Evitiamo gli aperitivi a base di prosecchino (quando ci va bene ci rifilano prodotti da € 2,50 la bottiglia o addirittura simil-prosecco), rinneghiamo gli Spritz e andiamo alla ricerca di qualcosa che rivaluti il vitigno di appartenenza: il (la) Glera.

E capita che una Azienda “con i fiocchi” ti mandi una campionatura di Proseccho della nuova frontiera. Quella dell’abbandono degli extra-Dry e Dry, dolcioni imbevibili, per cominciare a capire che il vitigno di partenza può essere vinificato in maniera diversa (vini base) riducendo il tenore zuccherino ed uscire con 8/9 g/l (Brut) e 3 g/l (Extra-Brut). 

Ed allora puoi ipotizzare di tentare di proporre Prosecco garantito Superiore Docg (Valdobbiadene e Asolo) a “tutto pasto” come i metodi classici e gli Champagne.

Una novità, rivoluzione nel campo dei Prosecco che apre, per questo “fenomeno”, un nuovo percorso di vita senza abbandonare il Metodo Charmat ancora unico sistema valido per spumantizzare il (la) Glera.

Ieri sera assaggi di due Prosecco del tutto particolari tendenti ad emergere dalla “sbornia che ci affligge” con “prosecchini da due soldi”.

Brunei Brut Valdobbiadene: Superiore di Nome e di Fatto. 9 g/l anidride solforosa aggiunta 95 mg/l;

A3 Extra Brut Asolo Prosecco Superiore:  50% di solfiti in meno. Un gran bel bere.

L’Azienda?  La Tordera, Guia di Valdobbiadene. Solo Prosecco Docg. Storia di Viti e di Vite, una Storia lunga 100 anni.

Vendemmia manuale e utilizzo di anidride carbonica (CO2) nelle prime fasi di vinificazione al posto della solforosa riducendone il totale a meno del 50%.

Le nuove esperienze per elevare il prosecco al rango che merita. E la spaghettata che ne è seguita, volutamente saltata con muscoli (cozze) in salsa di concentrato di pomodoro,  a dimostrare che “a tutto pasto si può”. Chapeau!






lunedì 16 settembre 2019

Un Vino Cinese come intruso!




Un nuovo Banco nel segno di Alta Didattica.

Torna l’intruso (e che intruso)!!!

Per la prima volta in Versilia, nel panel di degustazione, un VINO CINESE!!!



"VINO...UNA PASSIONE" - Fratellanza Enoica, ovvero
“ l’Officina sensoriale in movimento”

Vivere vere emozioni
Osteria 8Etti e 1/2
e
“VINO…una PASSIONE-Fratellanza Enoica
ovvero
“ l’Officina sensoriale in movimento”
Il Vino non si beve soltanto, si annusa, si osserva, si gusta, si sorseggia e…
se ne parla (anonimo)

Banchi d’Assaggio di

“VINO…una PASSIONE”

Un altro Banco di spessore a cavallo tra estate crepuscolare ed inizio autunno

“Espressioni di autentica territorialità”

Bottiglie particolari che esprimono vitigni, terroir e tecniche diversi.

6 bottiglie
che si confronteranno

Martedì 24 settembre 2019

Sei (6) bottiglie di… provenienti da…che si confronteranno tra loro.

La provenienza? Le varie zone? Le tecniche di cantina? Tutte da scoprire

Posso solo anticipare che saranno di spessore, “esclusive”.
Assolutamente alla cieca!!!

Il costo, considerando le tipologie delle bottiglie (!!!) e i piatti che verranno serviti, è molto, molto, molto contenuto:
solo € 40.00

Martedì 24 settembre alle ore 20,45  presso il Osteria 8Etti e ½, Viareggio via Zanardelli 57, per vivere una serata Molto diversa.

Lo staff dell’Osteria  preparerà per noi un “primo” a sorpresa, un dessert e caffè.

Confermate la Vostra presenza prima possibile su cellulare 335 5717580, Messanger,  WatsApp (Urano Cupisti)

Grazie e a presto
Urano

P.S. partecipare alla cena non è obbligatorio. Chi non vuol rimanere e limita la partecipazione alla sola degustazione il costo è € 30,00.