giovedì 2 aprile 2020

Un Film, un Cocktail



Stefano Santucci


Nella speranza che tutti voi abbiate in casa gli ingredienti consigliati o,in alternativa (aggiungo io), ingredienti sostitutivi che possano avere una analogia con quelli sotto riportati

The Irishman

Della serie: mi ispiro ad un film per preparare un cocktail

Il cocktail ai tempi della quarantena da fare in casa.
Drink: The Irishman, ispirato al film “The Irishman”, di Martin Scorsese, 2019.

Ideato dal Barman Stefano Santucci, head barman dell’Hotel Hassler di Roma

Ingredienti:

2 cl Maker’s Mark bourbon
2 cl Connemara Peated Single Malt whiskey
2 cl Amaretto di Saronno
scorza di limone, cannella e amarena per guarnire

Preparazione:

Riempire di ghiaccio un mixing glass fino a tre quarti della sua capacità per raffreddarne le pareti, successivamente scolare l'acqua in eccesso. Versare i tre ingredienti, miscelarli con un bar spoon e quindi versare il contenuto con uno strainer per trattenere il ghiaccio nel bicchiere Old Fashioned con ghiaccio. Infine, decorare con una lunga striscia di buccia di limone, una amarena e rametti di cannella.

L'ispirazione di questo drink arriva dall'ultimo lavoro di Martin Scorsese
Gli ingredienti sono scelti in base alla nazionalità dei personaggi: 

Robert De Niro, che nel film impersona Frank Sheeran, detto L’Irlandese è raccontato dall'unico whiskey irlandese torbato, il Connemara; 

Joe Pesci, che impersona Russell Bufalino, capo di una famiglia mafiosa italiana è l'Amaretto di Saronno; 

Al Pacino - Jimmy Hoffa è l'americano che ha legami con la mafia è il bourbon Maker’s Mark. 

Nel film sono diverse le scene dove si beve whisky e di conseguenza sono stati scelti ingredienti forti, decisi e carismatici, proprio come i tre protagonisti.

Buon drink

Fonte e parte del testo: Cronache di Gusto 


martedì 24 marzo 2020

Niente Vinitaly, niente Terre d'Italia. E allora?





Inevitabile: il Vinitaly getta la spugna. Se ne riparla in Aprile 2021, dal 18 al 21.



Anche Terre d'Italia, prevista per Maggio, è rimandata all'anno prossimo.

Sicuramente anche tutti gli altri eventi della primavera 2020, fino a Giugno e forse oltre, TUTTI RIMANDATI.



Non resta che esercitarci a casa e condividere via Social










lunedì 23 marzo 2020

Covid-19 e Vino

LUNEDÌ 23 MARZO 2020

Covid-19 e Vino.




Pubblico volentieri quanto pervenutomi dal Consorzio vini Valpolicella.

Cantina Valpolicella Negrar contro la fake news di contaminazione del vino 
in seguito all'emergenza Covid-19
Comunicato stampa

Negrar di Valpolicella (VR), marzo 2020. Un messaggio contro le fake news che appaiono nei social sulla possibilità che il vino, come altri prodotti agroalimentari italiani, venga contaminato dal nuovo coronavirus: è quanto Daniele Accordini, dg ed enologo di Cantina Valpolicella Negrar, ha voluto fare per rassicurare la clientela e contrastare l'immotivata campagna denigratoria che circola nei nuovi media, rischiando di infierire ulteriori colpi all'economia del vino italiano, già provata dagli effetti dell'emergenza Covid-19.

Daniele Accordini, oltre a ricordare il rigoroso rispetto delle norme igeniche adottate nella vinificazione ed il parere  degli esponenti della comunità medico-scientifica, per cui la sopravvivenza  del virus appare impossibile grazie alle componenti alcoliche e fenoliche del vino, si è affidato ai valori etici e sociali propri della struttura cooperativistica. 

"Nella nostra lunga storia, che oramai conta 87 anni, abbiamo superato parecchie crisi economiche, guerre, profondi sconvolgimenti internazionali ed ogni anno dobbiamo affrontare anche le incognite del meteo nella coltivazione dei nostri vigneti. Questa però è una nuova grande sfida a cui vogliamo rispondere guardando a ciò che sta nell'anima della nostra costituzione: la collaborazione e la solidarietà. 
Uniti e coesi possiamo affrontare anche questa emergenza nel rispetto della salute di tutti e con l'assoluta attenzione a non mettere in pericolo il nostro presente e il nostro futuro".

Covid-19 e Vino.




Pubblico volentieri quanto pervenutomi dal Consorzio vini Valpolicella.

Cantina Valpolicella Negrar contro la fake news di contaminazione del vino 
in seguito all'emergenza Covid-19
Comunicato stampa

Negrar di Valpolicella (VR), marzo 2020. Un messaggio contro le fake news che appaiono nei social sulla possibilità che il vino, come altri prodotti agroalimentari italiani, venga contaminato dal nuovo coronavirus: è quanto Daniele Accordini, dg ed enologo di Cantina Valpolicella Negrar, ha voluto fare per rassicurare la clientela e contrastare l'immotivata campagna denigratoria che circola nei nuovi media, rischiando di infierire ulteriori colpi all'economia del vino italiano, già provata dagli effetti dell'emergenza Covid-19.

Daniele Accordini, oltre a ricordare il rigoroso rispetto delle norme igeniche adottate nella vinificazione ed il parere  degli esponenti della comunità medico-scientifica, per cui la sopravvivenza  del virus appare impossibile grazie alle componenti alcoliche e fenoliche del vino, si è affidato ai valori etici e sociali propri della struttura cooperativistica. 

"Nella nostra lunga storia, che oramai conta 87 anni, abbiamo superato parecchie crisi economiche, guerre, profondi sconvolgimenti internazionali ed ogni anno dobbiamo affrontare anche le incognite del meteo nella coltivazione dei nostri vigneti. Questa però è una nuova grande sfida a cui vogliamo rispondere guardando a ciò che sta nell'anima della nostra costituzione: la collaborazione e la solidarietà. 
Uniti e coesi possiamo affrontare anche questa emergenza nel rispetto della salute di tutti e con l'assoluta attenzione a non mettere in pericolo il nostro presente e il nostro futuro".



giovedì 19 marzo 2020

Viaggio in Borgogna, il ritorno. Fine di un Sogno?





Giovedì 19 marzo, il ritorno.

Sono passate da poco le 7 e tutti i componenti il tour indaffarati a preparare il bagaglio. Ore 8 pronti e colazionati.
- Questa mattina non percorreremo alcuna routes des vins. Solo Autoroute, A6 l’Autoroute du Soleil verso Lione uscendo a Mâcon, direzione Romanèche-Thorins .

-Allegri!  È vero, oggi è il giorno del rientro ma non sarà come partecipare ad un funerale. 
Questa mattina andrà in scena la sorpresona, degno finale di questo fantastico tour!!!. 
Conoscete il Beaujolais?

-NO Urano non ci portare a bere del Vino Novello, già siamo tristi. Il grido di dolore all’interno del Bus.

-Quanto siete “eno-ignoranti”.



-Comunque abbiamo finito i soldi, le Carte di Credito sono a Tappo. Sappi che non compreremo niente!

Il Beaujolais  è un territorio a se stante facente parte della Grande Borgogna come, a Nord, lo Chablis e l’Auxerrois. Vi si produce vino bianco e rosso che, in termini di ettolitri, supera più del doppio tutte le altre produzioni in Borgogna. Il Gamay è il vitigno dominante ed è su queste colline morbide che riesce ad esprimersi al meglio. È vero che il vino Beaujolais nel mondo rappresenta quel metodo di fermentazione (fermentazione carbonica identificata come Beaujolais Noveau, Beaujolais Primeur e da noi in Italia Vino Novello) utilizzato per estrarre il frutto e le morbidezze, da consumarsi entro l’anno di produzione.



Non tutti sanno che nel Beaujolais si producono dei Gamay eccelsi. Pochi sanno che nel Beaujolais esiste la classificazione Cru Beaujolais che non identifica solo la zona ma le singole vigne. Ed ecco allora nomi come Saint-Amour, Juliénas, Chénas ed altri.

Noi siamo attesi da Château Moulin à Vent, una vecchia conoscenza di Vino una Passione perché visitato al ritorno dalla Vallée de la Loire nel 2017.


.
Un luogo incantato, invitante a bere.

Così è stato. Puntuali: ore 9,30. Accoglienza nel giardino-balcone con vista su buona parte delle vigne e visita della cantina parte integrante dello Château. A seguire la degustazione in una sala “barocco”.



-Croix des Vérillats 2014
-Champ de Cour 2014
- La Rochelle 2014
- La Rochelle 2012
e per finire anche un bianco prodotto nel Pouilly-Fuissé veilles vignes chardonnay 2014.

Finita la degustazione ho avvertito un certo brusio.
-Quanto ti è rimasto, mi puoi prestare un centinaio di euro.
-Facciamo cassa comune poi a Viareggio sistemeremo.

-Tranquilli ho una carta di riserva con 1.600,00 euro di disponibilità: comprate non ve ne pentirete!
-Ale, carica! Mi ringrazierai.


È tornata l’allegria e il karaoke nel Bus. Sembravamo "la famiglia Brambilla in vacanza". Lo so: è roba dei miei tempi. Ma andate a leggere; anche allora i sogni aiutavano.

Rientro in Italia via Frejus.

Ore 23,00, parcheggio scambiatore (in tutti i sensi) di via Fratti. 
Tra “sfanalate” ammiccanti, uomini in cerca di compagnia maschile,  NOI intenti a dividerci il “sacro bottino enoico”.

-Ma quanto ho comprato? Sono stato matto? Follia collettiva?
-NO. Ottime scelte che ci faranno ricordare il Tour nel tempo. FOTO LIQUIDE!!!

Adesso sono a casa: È la fine di un Sogno mentre la TV mi ricorda che devo stare agli arresti domiciliari: OBBEDISCO!.

Quando ripartiamo?






mercoledì 18 marzo 2020

Continua il SOGNO: il giorno dei "Bianchi".






Mercoledì 18 marzo. 
È arrivato  il “giorno dei bianchi”, 
il giorno dei “Grandi Bianchi”.

Il giorno della scoperta dei luoghi mitici dello Chardonnay della Borgogna. Il MITO!!!

Due le visite programmate:

- Al mattino Puligny-Montrachet. Ricordo che è il territorio dei leggendari  Grand Cru, esuberanza inarginabile e maestosa.

- Al pomeriggio Chassagne-Montrachet. Protetta dal grande bosco Bois de Chassagne è luogo di “immensi” Montrachet

Tutti pronti alle 9. Partenza verso Sud. Al centro di Pommard abbiamo lasciato la D973 dirigendoci verso Ovest con la D17, per attraversare il Saint-Romain e riprendere la mitica D973 a Auxey-Duresses. -Foto, foto, foto a raffica.



-Perché non fare una “capatina” nel Mersault, la porta della Côte des Blancs?. La mia malsana idea (per i tempi a disposizione) scaturita da “ogni lasciata è persa”.

- Ci fermiamo?  Risposta in coro: Oui, Oui, Oui.  Attenzione amici: qui, nel Mersault, abbiamo i migliori “vin village” (detto in parole povere i bourgogne che costano meno). Ergo: mano al portafoglio.

Abbiamo scelto lo Château de Mersault.



Lo so, i puristi della Borgogna, indignati, esclameranno: Naah è “roba da giapponesi”.

L’abbiamo scelto per il poco tempo a disposizione, per la sua attrezzatissima ed efficiente winery, per la possibilità di essere serviti velocemente.

 Nel frattempo una telefonata al Domaine  Comtesse de Chérisey:  "Bonjour Madame, je suis le manager du groupe italien qui devait être avec vous à 10 h 00. Malheureusement, nous avons crevé un pneu. Peut-on nous rencontrer à 13h?( Buongiorno Signora, sono il responsabile del gruppo italiano che doveva essere da voi alle 10. Purtroppo abbiamo forato una gomma. Va bene incontrarci alle 13?). 
La gentile quanto mai attesa risposta: -Oui, pas de problème, nous vous attendons. 
Fatta, la bugietta ha funzionato.

Felici, contenti e fatto il pieno di Village, assalto alla boulangerie del paese, rifornimento di cibarie e via ai bordi di una vigna per il Rifocillamento.

Manca un quarto alle tredici. - Mi raccomando visi rattristati per il ritardo. 
Puntuali alla seconda chiamata: Domaine  Comtesse de Chérisey



I monaci furono i primi abitanti, piantando viti nel 14 ° secolo. Questo angolo del mondo quasi magico, perduto nel tempo, vanta un microclima unico, con una temperatura media leggermente diversa, esposizione e terreno rispetto al resto della Borgogna. Tutte le principali viti da cru de Chérisey hanno almeno 60 anni e circondano l’ antica cantina nell'Hameau de Blagny.

Ha fretta la madame che ci ha accolto. È l’addetta alla comunicazione e parla un buon italiano, Anzi ci tiene e noi abbiamo assecondato.

Se tu fossi una vite Chardonnay non sarebbe un brutto posto per mettere radici.

Anche la frase ad effetto ha fatto parte della visita. Un breve filmino (filmato) per non perdere tempo nella visita alle vigne e alla cantina (OHIBÒ) - DAI MADAME, VIA ALLE DEGUSTAZIONI.

Ecco arrivare un Crémant de Bourgogne.
-Ok Madame, per un brindisi di benvenuto ma tralasci i vari Crèmant  de Bourgogne (di prosecchini non ne abbiamo bisogno), i village (abbiamo il bus pieno), i bourgogne-base. Veniamo al sodo, di palanche (denaro) ne abbiamo ancora! 
-Prima di degustare ci dica come vinificate da queste parti.
-Pressatura diretta. Decantazione del succo per 12 ore, quindi travasato direttamente in botti di rovere da 228 litri. La percentuale di rovere nuovo e la durata dell'invecchiamento dipendono dall'annata. Brava, coincisa e telegrafica.

Puligny-Montrachet 1er Cru « Hameau de Blagny » Puligny-Montrachet 1er Cru « Les Chalumaux » Puligny-Montrachet 1er Cru « La Garenne »
Ale (Alessandro), carica.

L’orologio è spietato. Manca un quarto d’ora alle 17. Vincent Morey e Sophie ci attendono a Chassagne-Montrachet.



Chassagne-Montrachet è confinante con Puligny, “roba di 10 minuti”. Appena passato il confine comunale, sulla D113a, incontriamo sulla sinistra le vigne Bâtard-Montrachet e Les Criots , i due Grands Crus MONTRACHET, innarivabili per noi poveri mortali (parlo di soldi) ma i Chassagne Montrachet Premier Cru…SIIII!



Arrivati da Sophie un po’ allegri. -Compréhensible sussura la Madame. E pensare che nella mail di richiesta-visita avevo scritto:  Siamo un gruppo di studiosi della Borgogna…in un tour di studio… Fantastico.

Breve visita alla cantina e via nella saletta di degustazione.

-Ho notato che avete acquistato parecchio vino…come dire fatelo anche da me. Capito la Madame?

Mi sono dimenticato di dire:” Madame tralasci i rossi, siamo qui per i bianchi".

Del resto Chassagne è stata in passato terra (80%) di rossi (Gamay e Pinot Noir). I vignerons continuano a coltivarli anche se in minor misura.

Maranges 1er Cru «La Fussière», Chassagne-Montrachet Vieilles Vignes. Vini Rossi di Chassagne. 
–Caspita, BONI. Qualità prezzo impressionante, sui 15 euro. Le grandi scoperte di Vinovagando Tour by Vino una Passione. Chapeau. Ale, carica.

Infine i Bianchi: Chassagne-Montrachet 1er Cru «Les Baudines 2011» Chassagne-Montrachet 1er Cru «Les Embrazées 2011, Chassagne-Montrachet 1er Cru «Morgeot 2012» Chassagne-Montrachet 1er Cru «Les Caillerets 2012».

E come finale, per incanto, ecco arrivare un Bâtard-Montrachet Grand Cru 2013. Giovane, va atteso, il prezzo è invitante: solo per noi € 230,00. -È mio grida Ale.



Abbiamo deciso di rimanere a cena a Chassagne: Restaurant Maison Lameloise, su suggerimento di Madame Sophie. 



Bellino, in stile borgogna. La cucina? Passata in secondo piano. 
Ci siamo tracannati due magnum di  Chassagne-Montrachet 1er Cru «Les Caillerets, una offerta da Sophie dopo il totale speso, l’altra offerta da  Vinovagando Tour by Vino una Passione Tour. 

Del resto è stata  l’ultima notte in Borgogna. A domani per continuare il Sogno.




martedì 17 marzo 2020

Dal diario dei SOGNI. Il martedì in terra di Borgogna




...e il sogno continua: Martedì 17 marzo

Tutti “pimpanti” di fronte a L’Hospice, nel centro di Beaune.



Due le opzioni:

Programma libero:
·        -  ognuno faccia quello che crede. Ritrovo alle 14 già “nutriti”.

Programma consigliato:

·       -  Visita all’Hospice caldamente suggerito;

  -      -  Visita alla “sala” dove ogni anno, la terza domenica di Novembre, ha luogo “l’Asta dei vini”;

·        - Visita alla Cave dell’Hospice (prenotata per il nostro gruppo);

·        - Visita ed acquisti al Marché au Vins;

·         - Lunch nelle brasserie e boulangerie intorno alla piazza o nei dintorni.

                                                                                                                       



All’unanimità dietro al CAPO.

Ore 14 partenza per la vicina POMMARD. Appuntamento al Domaine Lejeune.  
Tutto chiuso, nessuna anima in giro (mi ha ricordato Lido di Camaiore al tempo del Coronavirus). 


Poi, aguzzando la vista un piccolo post-it:” x les Italiens ... nous sommes dans le vignoble appelant le numeròxxxxxxxxxxxxx”. Fantastico. Dieci minuti ed eccolo su di un trattorino, Antoine il “fa-tutto”.  Ci ha accolti così:

“Pommard, vecchie case romaniche, cantine profonde, castelli nobili, sale fermentative, gloriosia testimone della costante predilezione che illustri esperti concessero a questo borgo. Re, duchi, signori, abbazie gareggiarono per le migliori annate: Citeaux, Vienne, Commarin, Vergy, i vecchi nomi non sono stati ancora cancellati. La nostra tenuta ha tre cru di Pommard: Les Poutures, Les Rugiens e Les Argillières”.

Il compitino imparato a memoria come dire non perdiamo tempo. 
Ecco gli assaggi:

1.       Cremant de Bourgogne (ci ha fatto ricordare il nostro Prosecco dei discount da €3,5)
2.       Vin rouge de Bourgogne (il base, pinot noir e gamay)
3.       Vin blanche de Bourgogne (il base chardonnay e aligoté)
4.       Premièr Crus Les Pouteres 2009 (Ale compralo)
5.       Premièr Cru Les Rugiens 2006 (dai Ale, forza)
6.       Premièr Cru Les Argillères 2000 (Ale è un ordine: compralo)

Baci, abbracci, foto, saluti e grazie. Quanti Euro abbiamo lasciato ad Antoine? Tanti e siamo solo a Martedì.

Volnay, ultima tappa di oggi. Intorno a Beaune. Il “ponte tra i grandi Pinot Noir e gli Chardonnay”. 

Dentro al Bus, munito di microfono, ricordo che Volnay è stato considerato a lungo come il paese d’origine dei Grandi Rossi di Borgogna fino a che l’incalzante competizione della Côte de Nuit ha preso il sopravvento per la sua migliore organizzazione di marketing.



Ad attenderci  Frédéric Lafarge, del Domaine Michel Lafarge

“Ho avuto la fortuna di essere nato a Volnay in uno dei più bei territori della Borgogna da una famiglia di appassionati vignaioli, maturando la convinzione di dover tramandare alle nuove generazioni un territorio sano e carico di storia. Sono un vignaiolo felice. Felice di interpretare il terroir bourguignon, di potere operare in libertà, di stare quotidianamente nelle vigne e di avere fatto queste scelte. L’obiettivo aziendale è finalizzato nella ricerca dell’armonia, della purezza aromatica e dell’originalità”
Attenzione amici questo è un talebano della biodinamica!

“Peccato che non possiamo andare in vigna. Cercherò di farvi capire i miei vini dagli assaggi”.

Beaune 1er cru Les Aigrots 2011. Vi avevo detto nella presentazione  che siamo in una terra di confine tra i Rossi e i Bianchi. Questo vino, chardonnay  1/3, pinot noir 2/3 è la versione, vinificata in bianco, di un vino complesso, sottile e tutto in finezza che si sviluppa in lunghezza. Non ci ha convinto. ZERO bottiglie acquistate. 

Beaune 1er cru Les Grèves 2011 Un vino decisamente bouguignon nella sua classicità Volnay “Vendenges Sélectionnées” 2011. ZERO bottiglie acquistate.

Volnay Les Mitans 2011.     E NO amico mio devi far continuare il SOGNO. Stappa, stappa, stappa che ti ricompenseremo!



Volnay Clos du Château des Ducs 2008.    Ora ci siamo. Seduce, gran potenziale. Ale, compra!

Volnay Clos des Chènes 2006.      Finezza, discrezione e purezza. Mano alle Carta di Credito.

Conclusione: all’inizio tante belle e coinvolgenti parole, alla fine sotto il nostro incalzare, tanta sostanza.

E tutti insieme: “Merci monsieur Frédéric Lafarge”.

Questa volta, per la cena, il momento conviviale di riflessione, la scelta è caduta su  Caveau-des-Arches: bourguignon a volonté.



Direte: ma in 17 come avete fatto a trovare sempre posto nei locali affollati? 

SOGNANDO È POSSIBILE! CHAPEAU!